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sabato 3 settembre 2011

Quando la vita diviene preghiera

Un senso di vuoto intriso dal sapore di pianto e gli occhi si inumidiscono, e sento, dentro, l'anima che si dibatte, con un fruscio d'ali d'ucello, perchè vorrebbe volare lontano messaggera di buone novelle...
E' un agiornata nera come l'inchiostro, gelida come una landa siberiana. Eppure, sono pieno di luce e di calore quando le mie labbra si muovono a preghiera, quando riesco a infondere la speranza e sgorgano dal cuore aneliti d'amore, puro e appassionato, quando so che domani e dopodomani spargerò nuovamente linfa benefica attorno a chi è ammalato di solitudine, non sente il richiamo di Dio ed è stanco di vivere.
Vorrei che il mio umano modo di reagire non avesse mai tregua. Vorrei pregare gioiosamente senza divagazione, amare, sempre, senza chiedere nulla in cambio, sentire in ogni momento della vita, bussare alla porta della mia connaturata carità.
Non lo so, Signore, se Tu sei soddisfatto di me.
Rendimi contenta di quello che faccio -non potrei fare di più, Tu lo sai- mentre ti prometto che fino a che vedrò il sole sorgere Ti seguirò.
cancella l'inchiostro che macchia l'azzurro dei miei orizzonti e inondami di chiarore, quello che precede il nascere delle aurore e promette cieli sereni. Scaldarmi sino a bruciarmi ardentemente del Tuo Amore Divino.
Compatisci questa povera donna che sono, quando gli occhi filtrano tenebre inesistenti e si bagnano di lacrime perchè mi strugge il pensiero della mia scarsa seminaggione...
Io credo, Signore,
siano questi i momenti che ti amo di più, perchè prorompe la voglia di fare, di dare, infinitamente, mentre sento penetrare in me la tua consolazione e le braccia Tue di Padre, ancora una volta, stringermi di più.
Lux

venerdì 2 settembre 2011

Augurio


"O tu,
che nell'instabilità continua della vita presente
ti accorgi di essere sballottato fra le tempeste
senza punto sicuro dove appoggiarti,
tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella
e invoca Maria!
Maria sia sempre nella tua bocca e nel tuo cuore".
San Bernardo

sabato 6 agosto 2011

Dio: Luce della Fede

Quando non c'è luce non solo si è impossibilitati a vedere le cose, ma vi si inciampa e si cade. In una situazione come questa il Signore non occupa il primo posto, e forse nemmeno il secondo. Nella vita di un'anima scivolata nella tiepidezza Dio è nient'altro che una cosa in più: non illumina la sua esistenza quotidiana. I nostri occhi ci portano a guardare unicamente con visione umana ciò che ci circonda: Dio pare essere lontano dagli affari della vita ordinaria, dalle circostanze della nostra vita e quelle del nostro tempo. Gli occhi dell'anima si annebbiano; la ragione si crede autosufficiente per comprendere tutto prescindendo da dio. Allora non si chiede l'aiuto necessario, dimenticando l'insegnamento dello stesso Gesù. E se si fa assegnamento solo sulle propie forze, quando queste vengono a mancare, si cadrà spesso nello sconforto. Abbiamo un Dio-Padre che ha a cuore le nostre preoccupazioni e provvede alle nostre necessità. Vivendo alla giornata fanno in modo di trascorrerla il meglio, o il meno peggio, possibile; lavorando, se è necessario farlo, per vivere, altrimenti non fanno nulla. La storia personale di ogni uomo è piena di segni divini, ma per vederie in essi il Signore è indispensabile una buona disposizione, quella della fede viva che la persona tiepida sta a poco a poco perdendo. Il tiepido diventa sempre più cieco verso il soprannaturale; mentre chi ha una vita interiore salda trova Dio anche nei momenti più duri o quando gli avvenimenti sembrano nasconderlo. Questa visione soprannaturale ci consente di vedere negli altri dei figli di Dio e di trattarli, pertanto, con il rispetto che meritano. Quando siamo uniti a Dio, non ci può capitare nulla di irreparabile. Con gli occhi di fede, con visione soprannaturale, la nostra storia è la storia dell'incessante misericordia di Dio. Sappiamo che Dio è prodigato, e continua a prodigarsi, in doni che non meritiamo: la vita, la Redensione, la sacra Eucarestia, le continue e misteriose aspirazioni dello Spirito Santo. Tutto è dono gratuito di Dio, tutto. Guardando attentamente la nostra vita, ci resta da fare una cosa sola: ringraziare notte e giorno il Signore. "In ogni cosa rendete grazie", diceva San Paolo ai primi cristiani di Tessalonica, "questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi". Trovarsi alla presenza di Dio comporta sottomissione della fantasia, che santa Teresa era solita chiamare "la pazza di casa", se non si controlla mediante la mortificazione, non si potrà avere vita interiore. "Se non la domini, non potrai mai godere di quella calma serena che è così necessaria per servire Dio. E' necessario cercare il raccoglimento, mortificare i sensi, vivere al di dentro, senza sterili evasioni. Abbi vita interiore e vedrai, con colore e rilievo insospettati, le meraviglie di un mondo migliore, di un mondo nuovo: e vivrai l'intimità con Dio, conoscerai la tua miseria, e ti glorificherai, con una glorificazione che, nell'avvicinarti a tuo Padre, ti renderà fratello dei tuoi fratelli., gli uomini. Il raccoglimento di cui abbiamo bisogno è pienamente compatibile con l'attività esteriore, col lavoro e la vita di relazioni. Per di più la nostra vita, se non è orientata soltanto alle cose passeggere, se non si lascia dominare dalla frivolezza, ha sempre una dimensione profonda e intima, un certo raccoglimento che raggiunge il suo pieno senso in Dio. Il raccoglimento è un lavoro positivo: è evitare che i sensi e le facoltà si disperdano, indirizzandoli verso un solo centro di attenzione. Al contrario non sarà praticabile nè la preghiera nè la presenza di Dio. E senza presenza di Dio non ci è possibile avere visione soprannaturale sui fatti piccoli o grandi che compongono l'intreccio della nostra vita.
Tratto dai ritiri spirituali

sabato 30 luglio 2011

Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto...

Cerchiamo di essere intelligenti come l'uomo che ha trovato il tesoro o la perla preziosa. Sappiamo fare delle scelte più vantaggiose. Il tesoro che la grazia ci apre è tale, che vale la pena di sacrificare ogni cosa per arricchirci di beni superiori e così non vivere invano.

venerdì 24 giugno 2011

Messaggio della Madonna di Medjugorje

Non ho mai sentito parole così belle e confortanti. Il fatto che poi provenissero dalla Madonna mi stupisce. Stendere le braccia su di noi come segno di salvezza. Accogliamola.
18.03.2011
"Cari figli,
oggi tendo le mie braccia verso di voi. Non abbiate paura di accoglierle. Esse vi vogliono dare amore, pace e aiutarvi nella salvezza. E per questo, figli miei, accoglietele. Riempite il mio cuore di felicità e io vi guiderò verso la santità. La strada sulla quale io vi guido è difficile, piena di prove e di cadute. Io sarò con voi e le mie braccia vi sosterranno. Siate perseveranti, affinchè alla fine del cammino tutti insieme, nella gioia e nell'amore, potremo tenerci per le mani di mio Figlio. Venite con me, non abbiate paura.
Vi ringrazio".

lunedì 23 maggio 2011

Santa Rita da Cascia
La tradizione ci racconta che, portata alla vita religiosa, fu data in sposa ad un uomo brutale e violento che, convertito da lei, venne in seguito ucciso per una vendetta. I due figli giurarono di vendicarlo e Rita, non riuscendo a dissuaderli, prego Dio per farli piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò alla vita monacale nel monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena. Quì condusse una santa vita con una particolare spiritualità in cui veniva privileggiata la passione di Cristo. Durante un'estasi ricevette una stigmate sulla fronte che le rimase fino alla morte. La sua esistenza di moglie e di madre cristiana, segnata dal dolore e dalle miserie umane, è ancora un esempio. Ecco perchè viene definità la Santa delle donne maritate infelicemente e dei casi disperati. La Santa degli impossibili.

sabato 30 aprile 2011

Il calvario tre giorni dopo



I Vangeli ci raccontano numerose apparizioni del Risorto avvenute nel giorno di Pasqua.Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di più è l'apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto. Le si avvicina Gesù e le dice: "Perché piangi?".Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore.Vedi: la collina del Calvario, che l'altro ieri sera era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d'erba.I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà.Siamo appena al terzo giorno, ma sono bastate queste poche ore perché il mondo facesse un balzo di millenni.No, non misurare sui calendari dell'uomo la distanza che separa quest'alba luminosa dal tramonto livido dell'ultimo venerdì.Non è trascorso del tempo: è passata un'eternità.Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione.Cari amici, nel giorno solennissimo di Pasqua anch'io debbo rivolgere a ciascuno di voi la stessa domanda di Gesù: "Perché piangi?"Le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che non siano l'ultimo rigagnolo di un pianto antico. O l'ultimo fiotto di una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua anima non è riuscita a liberarsi.Lo so che hai buon gioco a dirmi che sto vaneggiando. Lo so che hai mille ragioni per tacciarmi di follia. Lo so che non ti mancano gli argomenti per puntellare la tua disperazione. Lo so.Forse rischio di restare in silenzio anch'io, se tu mi parli a lungo dei dolori dell'umanità: della fame, delle torture, della droga, della violenza. Forse non avrò nulla da replicarti se attaccherai il discorso sulla guerra nucleare, sulla corsa alle armi o, per non andare troppo lontano, sul mega poligono di tiro che piazzeranno sulle nostre terre, attentando alla nostra sicurezza, sovvertendo la nostra economia e infischiandosene di tutte le nostre marce della pace.Forse rimarrò suggestionato anch'io dal fascino sottile del pessimismo, se tu mi racconterai della prostituzione pubblica sulla statale, del dilagare dei furti nelle nostre case, della recrudescenza di barbarie tra i minori della nostra città.Forse mi arrenderò anch'io alle lusinghe dello scetticismo, se mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti, sul pianto dei poveri, sulla miseria degli sfrattati, sulle umiliazioni di tanta gente senza lavoro.Forse vedrai vacillare anche la mia speranza se continuerai a parlarmi di Teresa che, a trantacinque anni, sta morendo di cancro. O di Corrado che, a dieci, è stato inutilmente operato al cervello. O di Lucia che, dopo Pasqua, farà la Prima Comunione in casa perché in chiesa, con gli altri compagni, non potrà andarci più. O di Nicola e Annalisa che, dopo tre anni di matrimonio e dopo aver messo al mondo una creatura, se ne sono andati ognuno per la sua strada, perché non hanno più nulla da dirsi.Queste cose le so: ma io voglio giocarmi, fino all'ultima, tutte le carte dell'incredibile e dire ugualmente che il nostro pianto non ha più ragione di esistere.La Resurrezione di Gesù ne ha disseccate le sorgenti. E tutte le lacrime che si trovano in circolazione sono come gli ultimi scoli delle tubature dopo che hanno chiuso l'acquedotto.Riconciliamoci con la gioia.La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del "terzo giorno".Da quel versante, il luogo del cranio ci apparirà come il Tabor. Le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del Cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto.E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo!
Don Tonino Bello